Cosa sono i software parental control

La grande diffusione di internet offre molti vantaggi che, spesso, fanno dimenticare quali rischi si annidano anche sulla rete. Per quanto concerne le problematiche che riguardano i figli possiamo cominciare dall’accesso a quei siti che per i loro contenuti sono riservati ad un pubblico adulto.

Secondo una ricerca condotta all’interno del progetto .SAFE, quasi un quarto degli internauti in giovane età si imbatte involontariamente nei siti porno. Un software per controllare la navigazione internet dei figli, principalmente basa il suo funzionamento su due modalità operative: analisi e (eventuale) blocco degli URL e keywords. Il primo sistema si basa sull’utilizzo di un database che raccoglie gli URL di quei siti che sono sconsigliati ai ragazzi, quando il browser riceve la richiesta di collegamento, il software analizza preliminarmente se l’URL digitato è contenuto nella cosiddetta “black list” e se lo trova blocca il collegamento. Naturalmente, similarmente ai programmi antivirus, da cui il sistema eredita l’ideologia di funzionamento, anche il programma parental control deve essere periodicamente e costantemente aggiornato. Il limite di questo sistema è rappresentato dal fatto che la nascita di nuovi siti è tale che è praticamente impossibile tener dietro a tutti gli URL “malevoli”.

È qui che entra in gioco il sistema del filtro per keywords. Anche qui viene creato un database con parole che, se riconosciute dal programma, portano al blocco della connessione.

I servizi aggiuntivi

Non va dimenticato che i problemi non sono esclusivamente legati ai siti. Siti di e-commerce con offerte d’acquisto, forum di contenuti violenti, chat erotiche, reti di pedofili, sono altre problematiche che si possono riscontrare navigando in rete. I software per controllare la navigazione internet dei figli sono in grado di ostacolare queste applicazioni, dando facoltà ai genitori di bloccare l’opzione di invio di dati personali. Inoltre questi sistemi permettono di programmare una navigazione a tempo.

Quasi tutti i software in commercio permettono la creazione di profili di utilizzo, in modo da personalizzare la navigazione in base all’età dell’utente e, a volte, sono integrati firewall e antivirus che offrono una copertura ancora maggiore. Da non dimenticare che anche la lingua è importante, perché i filtri devono funzionare con la lingua del Paese da cui ci si connette. La stessa parola, se scritta in un’altra lingua non viene riconosciuta dal sistema di controllo che a quel punto diventa inefficace.

Il lavoro di configurazione va eseguito con un po’ di attenzione: il blocco degli URL, ma soprattutto delle parole chiave, a volte blocca anche l’accesso a siti sicuri.

Privacy

I software per controllare la navigazione internet dei figli, dovrebbero essere un’arma di difesa e non di repressione. Molti di questi prodotti vengono pubblicizzati come non rilevabili e sono in grado di creare copie dei contenuti del monitor senza che l’utente se ne accorga. Unitamente, sfruttano anche caratteristiche di hacking, come il key logger che pratica lo sniffing della tastiera senza che l’utente si renda minimamente conto di ciò che sta succedendo.

I figli dovrebbero essere educati e non spiati. Questi software andrebbero installati in modo consapevole, con la piena conoscenza della loro esistenza da parte degli interessati a cui andrebbero spiegati loro i motivi di quest’azione.

Lo spionaggio è roba da servizi segreti e, generalmente, non rientra fra le attività familiari.

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