Il nuovo Piano Nazionale per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica si adegua con una ventata di innovazioni alle regole e ai provvedimenti in uso: una concreta e nuovissima attuazione al Quadro Strategico Nazionale per la sicurezza dello spazio cibernetico; un maggior grado di efficacia per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica con gli obbiettivi illustrati dal Presidente del Consiglio dei Ministri nella sua qualità di Organo di vertice dell’architettura nazionale cyber.

Il nuovo  Piano Nazionale per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 31 maggio 2017 con il numero 125. Il documento  che va a sostituire dal Presidente del Consiglio su deliberazione unanime del Cisr (Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica) e registrato dagli Organi di controllo, persegue diversi obiettivi a livello strategico e operativo.

Documento che nella sua prefazione dichiara:

“Il Piano Nazionale per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica, in linea di continuità con quello relativo al biennio 2014-2015 e alla luce dell’esperienza maturata nel corso dello stesso, individua gli indirizzi operativi, gli obiettivi da conseguire e le linee d’azione da porre in essere per dare concreta attuazione al Quadro Strategico Nazionale per la sicurezza dello spazio cibernetico (QSN), alla luce degli indirizzi per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica indicati dal Presidente del Consiglio dei Ministri nella sua qualità di Organo di vertice dell’architettura nazionale cyber”.

Il Piano Nazionale di Sicurezza informatica è stato rinnovato e rivisitato dagli organi amministrativi competenti che hanno lavorato in sinergia per redarre il nuovo programma difensivo e che sono: Comparto intelligence, Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Ministero dell’interno, Ministero della difesa, Ministero della giustizia, Ministero dell’economia e delle finanze, Ministero dello sviluppo economico, Agenzia per l’Italia digitale, Ufficio del Consigliere militare del Presidente del Consiglio.

I punti rinnovati nel documento sono parecchi: potenziamento delle capacità di difesa delle infrastrutture critiche nazionali, miglioramento delle capacità tecnologiche, operative e di analisi, cooperazione potenziata tra istituzioni ed imprese nazionali, maggiore informazione e diffusione delle strategie  della sicurezza cibernetica, cooperazione internazionale ancora più efficace e performante in materia di sicurezza cibernetica; potenziamento dei mezzi per individuare e contrastare le attività e i contenuti illegali on-line; l’intervento di revisione ha toccato principalmente  l’operatività delle strutture nazionali contro i crimini informatici e un  potenziamento delle capacità di intelligence, di polizia e di difesa militare e civile.

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