Regina Dugan direttrice responsabile del Building 8, che altro non sono che i laboratori di ricerca e sviluppo sperimentali di Facebook, insieme al “patron” Mark Zuckerberg ha presentato nel corso del F8 2017, un lettore di onde cerebrali in grado di “leggere”  la “volontà” degli utenti e in seguito digitare messaggi su uno smartphone senza la necessità di utilizzare una tastiera né un mouse e nemmeno un touchpad, insomma senza nessun supporto fisico. Una rivoluzionaria e strabiliante invenzione che potrebbe cambiare drasticamente il nostro modo di utilizzare lo smartphone o il computer, ma quanti e quali sarebbero i vantaggi se venisse introdotta questa tecnologia a livello mondiale? Probabilmente snellirebbe il modo di comunicare ma forse ci sarebbero troppe informazioni “ a spasso” nell’aria…

Una semi-novità nel comparto dell’hi-tech, infatti questo tipo di ricerca è già stata sviluppata dalla startup Emotiv che ha realizzato  Epoc+, una cuffia smart in grado di “scansionare” per cosi dire e interpretare l’elettroencefalogramma della persona che lo indossa rivelando cosi i suoi pensieri . Dispositivi futuristici utili a tradurre i pensieri umani in comandi scrivibili per i dispositivi elettronici. Un nuovo modo molto interessante per gli utenti di interagire con tutti i dispositivi informatici appositamente configurati; ovviamente come tutte le invenzioni anche questa ha i suoi “pro e contro” sopratutto per quello che concerne la  sicurezza informatica e la protezione di dati sensibili in tutto il mondo.

Il motivo è che questi  dispositivi capaci di “leggere” la mente delle persone tramite il semplice concetto di ECG,  sono facilmente violabili; e non è consigliabile che un qualunque criminale informatico possa impadronirsi delle comunicazioni cerebrali altrui, sottraendo cosi in modo rapido e difficilmente tracciabile all’utente tutti i dati utili a operazioni online come le password, e il nome utente degli account online, ovvero i codici d’accesso ai conti bancari, i pin  delle carte di credito e codici di accesso vari.

Se questi nuovi “apparecchi” in grado di leggere i pensieri diventeranno sempre più sofisticati con algoritmi di intelligenza artificiale e machine learning sempre più raffinati, la minaccia alla sicurezza informatica sarà sempre più grande, permettendo a malintenzionati di bypassare facilmente i sistemi di sicurezza dei wearable “rubando”  i pensieri di chi li indossa. Ovviamente i criminali dovranno anche imparare a decifrare gli algoritmi generati dai lettori cerebrali e questo almeno fornisce un minimo di tranquillità in merito a questi dispositivi; da sottolineare che spesso però il progresso non è un beneficio ma una fonte di nuovi problemi per tutti.

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